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16 Febbraio
ore 18:46 -
Ciao Bob
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Qualche settimana fa ci ha lasciati uno dei più grandi maestri della grafica italiana e internazionale. Dico 'italiana' forse impropriamente, dato che lui era olandese di nascita, ma ha sempre lavorato in Italia, fin da giovane, fin da quando si trasferì a Milano appena finita la scuola di design ad Amsterdam.
Si può proprio dire che Bob Noorda, di lui stiamo parlando, in Italia ha lasciato il segno. E intendo proprio in senso letterale!
Se comprate un libro o una rivista Mondadori, se consultate una guida del Touring Club, se fate un giro alla Feltrinelli, la spesa alla Coop o benzina all'Agip, se prendete la metropolitana a Milano, a New York o a San Paolo, o se vi arriva la bolletta dell'Enel o di Hera o quando superate un camioncino dell'AMSA, e mi fermo perché l'elenco potrebbe essere lunghissimo… In tutti questi casi avreste a che fare con un marchio ed un'identità visiva progettata dall'italiano Bob Noorda.
È incredibile la quantità di segni che ha lasciato. Basterebbe analizzarne anche solo uno nel dettaglio, per rendersi conto di quanta maestria c'è nel suo lavoro. Prendiamo ad esempio il bellissimo monogramma della Mondadori, che trovate sulla vostra rivista. Ad una prima occhiata sembra una A un po' gotica, ma se guardate con attenzione potrete vedere anche la M, costruita inserendo i tratti obliqui verticali della M al posto del tratto orizzontale della A. Semplice, chiaro, forte… ancora immutato dopo 41 anni (era il 1969).
Più un marchio vive, si mantiene, come dire, fresco, attuale con il passare degli anni, più l’idea che lo ha sostenuto e contribuito a definirlo è ancora valida, più sento di aver lavorato bene…».
A presto,
Francesco
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04 Febbraio
ore 18:43 -
Cinque anni dopo
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Sarò pronto per iniziare un altro blog dopo 5 anni? Spero che sia come andare in bicicletta. E non nel senso di un’altra cosa che mi ripropongo di fare più spesso perché sono ingrassato, ma poi non faccio mai.
Blog dedicato al design però non un libro di scuola, una cosa non troppo noiosa: con delle segnalazioni di oggetti e progetti ben fatti e se capiterà qualche considerazione sui progetti che seguiremo in questi mesi.
Trovandoci su Grazia il primo pensiero va a definire un po’ l'ambito del design rispetto alla grande protagonista di questo magazine che è la moda. Anche se gli oggetti di design sono di moda, non sono campi sovrapponibili. Che differenza c'è fra design e styling?
Il design produce per i tempi lunghi mentre lo stilista produce per i tempi brevi: inserisce nel progetto l’elemento moda che è manovrabile.
Sulla manovrabilità della moda volevo inserire il video sul maglioncino "ceruleo" preso da Il diavolo veste Prada, ma su Youtube non lo trovo.
Sul design e le sue prerogative invece vi consiglio di cominciare da questa splendida lezione di Bruno Munari organizzata dallo IUAV nel 1992 da cui ho preso la citazione di poche righe fa.
A presto,
Frederic
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Le anafore di Enrico Sola
Una volta alla settimana prendiamo Google, diamo in pasto qualche parola alla sua funzione suggest e lasciamo che ci racconti una storiella o vada direttamente sul poetico. Sta, poi, a noi gettarci nell’interpretazione di quello che ha detto. Le chiamiamo anafore.
