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07 Febbraio
ore 17:55 -
Burj Al Arab di Dubai: molte stelle, poca classe
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Per Capodanno andiamo a Dubai e vuoi non puntare a uno degli alberghi più famosi del mondo e vera icona della città degli Emirati? Non sia mai! Il Burj Al Arab, l'albergo a forma di vela sarebbe stato perfetto per la notte del 31, siamo disposti a fare una follia. Un rapido giro nelle tariffe sul sito e capiamo che, no, la follia non sarebbe stata sufficiente. Fa nulla, andremo a farci un giro.
Una volta arrivati a Dubai capiamo che l'esclusività dell'albergo è difesa a spada tratta: puoi entrare a dare un'occhiata solo se sei un'ospite o se hai una prenotazione al ristorante. Perfetto: dov'è il menu? Nulla, non ci possiamo permettere nemmeno il ristorante e forse non abbiamo nemmeno troppa voglia di dedicare tutta la serata all'albergo.
Ripieghiamo sull'aperitivo. Telefoniamo al centro prenotazioni dell'hotel e dopo un discreta attesa veniamo accolti da una gentile signora che, dopo un po' di salamelecchi, ci conferma una prenotazione per l'aperitivo una ventina di giorni dopo: "fino ad allora non c'è posto, il bar - esclusivissimo - ha pochi tavoli". Iniziamo a sentirci inadeguati a tutto, ma oramai siamo in ballo e quando la signora ci dice che esiste anche un altro bar, il Junsui, dove c'è anche posto e dove l'aperitivo ci costerà meno di 100 euro a testa, prenotiamo entusiasti. A quel punto la signora ci elenca una lunga serie di specifiche: se tardi più di mezz'ora perdi il tavolo, la consumazione minima è di tot dollari, non puoi andare in giro per l'albergo, all'arrivo devi dare il numero di conferma, eccetera.
Perplessi.
La conferma della prenotazione arriva per email, con tutte le raccomandazioni di cui sopra e frasi inquietanti tipo:
Gentlemen are requested to wear a shirt with collar, long trousers or smart jeans and closed shoes (no trainers)
Ci guardiamo, guardiamo le nostre valigie da weekend lungo (ok, non è vero, partiamo sempre con bauli di roba anche per mezza giornata), guardiamo i nostri jeans e: saranno smart?Panico.
La sera dell'aperitivo ci prepariamo con cura, doppio giro di creme e cremine, profumi, camicia di Tommy, jeans di Tommy (non la linea tamarra, quella bella), la nostra naturale eleganza: andiamo.
All'ingresso il taxi si ferma, la guardia ci chiede i nomi, non li capisce, gli diamo il numero di prenotazione, non lo trova, io già mi innervosico e lo manderei al diavolo, alla fine lo trova, ci fa passare.
Passiamo il breve ponte che collega la terraferma al finto isolotto (tutta sabbia e infatti pare stia già sprofondando) dove è costruito l'albergo, il taxi ci fa scendere. Io qui mi aspettavo un'accoglienza degna di tutte le menate e i codici e il dress code e il costo: non pervenuta.
Mi aspettavo di provare quel senso di appartenenza alla storia e al mondo che ti prende quando entri nei grandi alberghi del mondo, il Waldorf Astoria a New York, il Fairmont a San Francisco, il Peninsula a Hong Kong: non pervenuto.
Entriamo.
Ecco, non quello che ci aspettavamo. L'interno è kitsch, ma non quel kitsch allegro dei grandi alberghi impossibili di Las Vegas, bensì il kitsch di chi ha la pretesa di essere esageratamente elegante e lussuoso ed esclusivo.
Pronti via: un trentacinquenne spagnolo con dei pinocchietti. Poi un paio di russi stile muratore. Poi altre gente in ciabatte.
Perplessi.
Arriviamo al nostro bar, che non è male. Ricorda un po' il Gold di D&G, ma tutto sull'argento. Ci accoglie una ragazza e ci accompagna al tavolo: 10 minuti per dirci quello che possiamo e non possiamo avere con la tariffa standard. Mah, non proprio una cosa così di classe. Scegliamo. A un certo punto arriva un ragazzo che inizia a spolverare il tavolino vicino al nostro e poi, visto che c'è, passa a dare una sistematina anche al nostro. Deve aver saltato la prima lezione della scuola alberghiera.
Insomma. La classe proprio non si può comprare e se si potesse comprare qui avrebbero bisogno di investimenti molto ingenti.
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nome
#405 Febbraio alle 10:26
il tuo commento
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marco
#304 Febbraio alle 06:56
Paola, anch'io ero scettico sul Gold, poi ci sono stato e devo dire che ho cambiato idea: io ho mangiato bene, ma non mi considero un esperto e quindi non so dire che peso dare a questo "bene", però secondo me vale la pena anche solo per i dolci e per un dolce in particolare....
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LivePaola
#204 Febbraio alle 06:42
Anche sul Gold, eh, ci sarebbe da ridire. Passi il bar, ma al ristorante non si può proprio mangiare.
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Gatto Nero
#104 Febbraio alle 12:41
Quindi siete stati all'Argent di D&G.
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