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  • Da Coco Avant Chanel a Gossip Girl, passando per Jo Squillo e Lily Allen: watch out, la moda è in movimento
  • Sara Moschini
  • 21 Luglio
    ore 12:25

  • Io ballo da sola



  • Quante volte nella vostra vita vi é capitato di vedere in discoteca il vostro ex, fresco di rottura che si bacia con un'altra? O di osservare da lontano il ragazzo che vi piace che si porta sempre a casa qualche bellona di turno e mai, mai, mai che vi dedichi uno sguardo? E allora che si fa in questi casi? Si prende esempio da Robyn e si balla.

    Dancing on my own è già stata ribattezzata da alcuni "la canzone pop perfetta" per quel mix di elettro ballabile e possibilità di sing along necessari al successo del pezzo. Ma quello che più stupisce è la tristezza che sgocciola da un pezzo catchy e riempipista come questo. Ammettiamolo, la sofferenza ha sempre più successo della mera allegria estiva, tutti cantiamo vergognandocene Waka Waka ma è Robyn che finisce sull'Ipod e ci resterà a lungo.
    D'altra parte la ragazza non è la prima squinzia presa a caso: a 13 anni (dopo aver scritto una canzone sul divorzio dei suoi genitori) prende accordi per il suo primo contratto con la Ricochet Records Sweden, nel '95 pubblica il primo album e conquista l'America, gli anni successivi, non contenta dell'etichetta discografica, decide di crearne una sua, la Konichiwa Records, nel 2004 esce il suo Best, nel 2008 è supporter nello Sticky & Sweet Tour di Madonna negli Stati Uniti e successivamente collabora con il duo norvegese Royksopp per The Girl And The Robot.

    Il nuovo album Body Talk pt.1 è quanto di meno omogeneo e divertente si possa sognare per l'estate, è il ballo, la spiaggia, l'aperitivo, la sera al tramonto, la nottata tamarra. Perfettamente in linea con quello che ci si aspetta da una brava cantautrice svedese e perfettamente triste.

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Una volta alla settimana prendiamo Google, diamo in pasto qualche parola alla sua funzione suggest e lasciamo che ci racconti una storiella o vada direttamente sul poetico. Sta, poi, a noi gettarci nell’interpretazione di quello che ha detto. Le chiamiamo anafore.

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